Come in ogni città che si rispetti, anche a Firenze le strade si “rompono”, mi scuso per il vocabolo ma effettivamente è proprio così.
Leggendo un articolo in merito sul Corriere Fiorentino.it, mi sono veramente posta il dilemma: qual é il criterio migliore da utilizzare per la riparazione delle strade nelle città d’arte? Vanno solo rimesse a posto o ripavimentate seguendo criteri moderni?
L’articolo letto si riferisce alla pavimentazione in corso d’opera in Piazza San Pier Maggiore, il professor Budini Gattai, insieme ad altre persone e studiosi, ha steso un appello per far sì che la Piazza non venga “ridotta” come Via Dei Servi, vale a dire ammodernata senza un vero e proprio criterio storico di base che rispetti la natura stessa della strada.
Il professore spiega che i materiali utilizzati per i manti stradali fiorentini sono perloppiù di tre tipi e che a volte si possono trovare le tre pietre utilizzate nello stesso manto. Non è un caso dato che si tratta di pietre che potremmo definire autoctone, finora reperite proprio nel territorio fiorentino. Ricomporre un manto stradale o una piazza in questo modo, vale a dire sostituendo e riciclando le pietre rotte per la pressione degli pneumatici, é senz’altro cosa encomiabile dato che, l’eventuale riparazione quasi non sarebbe evidente come invece lo può essere una “toppa” creata dall’uso moderno delle pietre che tra l’altro cambia anche il colore della strada e, in questo caso, della piazza in questione.
Da ammiratrice incondizionata della città di Firenze, penso che mantenere quello che è il patrimonio artistico nel massimo rispetto dell’ambiente sia senz’altro la cosa migliore ma, il dilemma nasce quando da ammiratori ci si trasforma in utenti di quelle strade o piazze, non vi è mai capitato di inciampare e cadere rovinosamente in una piccola buchetta tra sampietrino e sampietrino? Non avete mai momentaneamente sbandato utilizzando la vostra bici nelle strade dissestate del centro, magari finendo contro il marciapiede? Questi sono i disagi che si pagano per un manto stradale un pò vecchiotto.
Ripensandoci però, quando vedo le strade di Firenze, della Firenze del centro storico, penso che tutto dovrebbe stare così com’é, in barba al tempo e agli ammodernamenti perché l’unico patrimonio che abbiamo é proprio quel centro storico che, semmai dovrebbe essere più vivibile e umano, non moderno e, se inciampo, o se quanche volta la mia bici prende la buchetta, in fondo, proprio quella mi ricorda che Firenze è come una vecchia signora, purtroppo non più lustra ma con l’eleganza ed anche gli acciacchi della sua veneranda età…


