Vi ricordate il disastro accaduto lo scorso anno a dicembre?
Vi rinfreschiamo (anche se con il freddo che fa, non è molto simpatico) la memoria: Strade ghiacciate e bloccate, aereoporto in crisi, paralisi totale dei trasporti compresi molti treni e la tramvia, la Fortezza da Basso usata come posto di accoglienza per migliaia di cittadini bloccati nel traffico in mezzo al gelo ed in attesa di poter ripartire.
Ebbene, la giunta comunale ha approvato il piano antineve (il cui nome ufficiale è “Piano per la gestione integrata delle emergenze neve, ghiaccio, basse temperature nel Comune di Firenze”) elaborato dalla protezione civile per garantire la transitabilità della principale rete viaria e la continuità dei servizi essenziali.
I punti principali su cui si concentra il piano sono i seguenti:
- Il primo è mantenere le strade transitabili, soprattutto i sottopassi, viadotti, ponti, le principali direttrici e i tratti su cui si trovano le sedi delle principali istituzioni e le strutture che erogano servizi essenziali.
- Il secondo è garantire l’assistenza alla popolazione coinvolta negli eventi. Il Piano individua specifiche aree per la gestione delle emergenze: generalmente si tratta di strutture scolastiche o impianti sportivi situate in luoghi adeguati e dotate dei servizi essenziali. In totale sono 21, alcune definite “di pronto impiego”, attrezzate per ricoverare complessivamente 500 persone entro una odue ore. Altre sono attivabili entro 12 ore.
- Il terzo obiettivo è mantenere la continuità dei servizi. Per raggiungere questo obiettivo sono state inserite nella viabilità “sensibile” le sedi delle principali istituzioni e delle sedi di erogazione dei principali servizi essenziali.
Nei fatti una apposita”cabina di regia” esaminerà i bollettini meteo forniti dal Centro Funzionale della Regione Toscana e dal Centro Interdipartimentale di Bioclimatologia della Regione Toscana che rispettivamente forniranno le previsioni relative a neve e ghiaccio ed alle previsioni per le basse temperature.
In base a questi dati verrà alzato o abbassato il livello di “allerta”.
Il piano distingue fra tre livelli di allerta progressivi.
- Il primo èquello della vigilanza in caso di nevicate e ghiacciate, che attiva le associazioni di volontariato le quali valutano quando sia il caso di mettere i mezzi in attesa e abilitare le informazioni con i pannelli a messaggio variabile.
- Il secondo livello scatta quando si prevedono nevicate diffuse e prevede l’azione della protezione civile con salatura preventiva, se necessaria, l’ottimizzazione dei semafori e la diramazione di informazioni.
- Il terzo livello infine, che si attiva quando le nevicate sono in atto, prevede lo spargimento del sale nelle zone di viabilità sensibile e quando si raggiungano i cinque centimetri di neve, le operazioni di spalatura.
La protezione civile mette comunque l’accento sul fatto che i cittadini devono assumere un ruolo attvo nella prevenzione di situazioni come quelle dello scorso anno: ”spetta al cittadino eliminare la neve caduta su tetti, terrazze e davanzali se possibile causa di pericolo, e di rimuoverla dal marciapiede nella parte prospiciente agli ingressi delle abitazioni e di luoghi di lavoro. Ma soprattutto perché se i cittadini non assumono comportamenti virtuosi (come evitare di utilizzare i mezzi privati e se necessario essere attrezzati con catene o gomme da neve), gli interventi possono non risultare efficaci. Senza la partecipazione attiva dei cittadini anche il miglior piano rischia di non funzionare“.
Anche per quanto riguarda la dotazione di mezzi sono stati fatti passi in avanti: l’anno scorso Firenze aveva a disposizione 9 mezzi in totale (!!!) che quest’anno salgono a 70 fra autocarri, macchine operatrici, trattori, fuoristrada, motocarri, pick up eccetera. DI questi automezzi 28 sono di propietà di Quadrifoglio, 9 delle associazioni di volontariato, 10 di aziende private ed i restanti del Comune di Firenze. Ai 70 mezzi previsti dal Piano possono aggiungersi, in caso di necessità, 8 carroattrezzi della Sas.
Il Piano definisce poi, sulla base delle statistiche degli eventi passati, la quantità di sale necessaria, ovvero la scorta per coprire il fabbisogno di due giorni consecutivi. Scorta, pari a 1.160 tonnellate, che deve essere acquisita preventivamente e stoccata in 20 apposite aree distribuite sul territorio cittadino.



